14) Bulgakov. L' intelligencija finestra sull'Europa.
Anche Sergej Bulgakov partecip con un suo saggio all'antologia
Vechi (1909). In questa lettura egli afferma che l'
intelligencija, creatura dello zar Pietro il Grande,  la finestra
aperta sull'Europa e nelle sue mani sono i destini della Russia,
come ha mostrato la rivoluzione (del 1905).
S. Bulgakov, L'eroe laico e l'asceta (vedi manuale pagina 206).

 L'anima dell'intelligencija, questa creazione di Pietro (il
Grande)  anche la chiave per spiegare la sorte futura dello Stato
e della societ russa. Che ci sia male o bene, i destini della
Russia di Pietro sono nelle mani dell'intelligencija, per quanto
oppressa e perseguitata e, al momento attuale, possa sembrare
debole e perfino impotente. Essa  la finestra aperta da Pietro
sull'Europa, attraverso la quale arriva a noi l'aria
dell'Occidente, insieme vivificante e velenosa. A lei, a questo
pugno di persone, appartiene il monopolio dell'educazione e della
cultura europea in Russia, essa ne  il principale canale nella
massa di un popolo di cento milioni, e se la Russia non pu fare a
meno di questa educazione senza correre il pericolo della morte
politica e nazionale, allora si comprender quanto alta e
significativa sia questa vocazione storica dell'intelligencija,
quanto terribilmente grande la sua responsabilit storica davanti
al futuro del nostro Paese, prossimo e remoto! Ecco perch per un
patriota che ama il proprio popolo e soffre per i bisogni dello
Stato russo, non v' ora tema pi esaltante da considerare di
quello della natura dell'intelligencija russa n allo stesso tempo
preoccupazione pi affannosa e inquietante di quella di sapere se
l'intelligencija russa si elever all'altezza del proprio compito,
se la Russia avr la tanto per lei necessaria classe colta con
un'anima russa, illuminata nel giudizio e forte nella volont,
perch in caso contrario l'intelligencija insieme al sedimento
tartarico ancora cos forte nel nostro Stato e nella nostra
societ, roviner la Russia. Molti in Russia, dopo la rivoluzione
e a risultato di quella esperienza, provarono un'acuta delusione
nell'intelligencija e nella sua validit storica, negli insuccessi
di questo videro anche l'inconsistenza dell'intelligencija. La
rivoluzione mise a nudo, sottoline, rafforz queste linee della
sua fisionomia spirituale che prima, in tutto il loro reale
significato, erano state indovinate solo da pochi (primo fra tutti
da Dostoevskij); fu come uno specchio spirituale per tutta la
Russia e specialmente per la sua intelligencija. Nascondere ora
questi tratti sarebbe non solo inammissibile, ma addirittura
criminoso. Oggi tutta la nostra speranza si pu basare solo su
questo: che gli anni della nostra decadenza sociale siano insieme
anche gli anni del nostro salutare pentimento nel quale si
rigenerino le forze spirituali e si educhino nuovi uomini, nuovi
operai per la terra russa. La Russia, infatti, si potr rinnovare
solo se rinnover (assieme a molte altre cose) prima di tutto la
sua intelligencija. E parlare di ci a voce alta e apertamente 
dovere di convinzione e di patrimonio. L'atteggiamento critico
verso alcuni lati della fisionomia spirituale dell'intelligencija
russa, d'altra parte non  nemmeno legato a una qualche
particolare concezione del mondo, ad essa molto estranea. Uomini
di varie concezioni, lontane tra di loro, possono unirsi in questa
critica e ci, meglio di qualsiasi altra cosa, dimostra che 
giunto veramente il tempo di questa autocritica e che essa
risponde alle esigenze vitali almeno di parte dell'intelligencija
stessa.
Il carattere dell'intelligencija russa si form in genere sotto
l'influsso di due fattori fondamentali, uno esterno e l'altro
interno. Il primo fu la continua e spietata pressione del torchio
poliziesco, capace di schiacciare, di distruggere completamente il
gruppo dei pi deboli di spirito; il fatto che l'intelligencija
abbia conservato la vita e l'energia anche sotto questo torchio
dimostra, in ogni caso, il suo coraggio del tutto eccezionale e la
sua vitalit. L'isolamento dalla vita, in cui tutta l'atmosfera
del vecchio regime aveva posto l'intelligencija, rafforz la
psicologia della clandestinit, gi propria alla sua fisionomia
spirituale, la congel spiritualmente sostenendo e, fino ad un
certo punto, giustificando il suo monoideismo politico (il
giuramento di Annibale di lottare contro l'autocrazia) e
rendendole difficile la possibilit di uno sviluppo spirituale
normale. Condizioni esterne pi propizie per questo sviluppo si
sono create solo ora ed in ci, comunque, non si pu non vedere un
acquisto del movimento di liberazione. Il secondo fattore,
interiore che determina il carattere della nostra intelligencija,
 la sua particolare concezione del mondo e la connessa
conformazione spirituale. Alla caratterizzazione ed alla critica
di questa concezione del mondo  dedicato tutto questo saggio.
Io non posso non vedere nell'atteggiamento verso la religione la
particolarit fondamentale dell'intelligencija. E se non
s'incentra l'attenzione su quest'atteggiamento dell'intelligencija
verso la religione, non si possono comprendere nemmeno le
peculiarit della rivoluzione russa. Ma anche il futuro storico
della Russia  racchiuso nella soluzione della questione come si
autodeterminer l'intelligencija nei riguardi della religione, se
essa rester sulle posizioni precedenti, inerti o se in questo
campo avremo una svolta, una vera rivoluzione delle menti e dei
cuori.
AA. VERSI, La svolta. Vechi, L'intelligencija russa tra il 1905 e
il 17, Jaka Book, Milano, 1970, pagine 33-34.
